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Programma:
ore 16: “a
salata”
–
Macellazione
de “u
salatò”.
ore 18:
inizio della
cena a
buffet con
offerta di:
“o
sangue ‘n
padella”,
“a
saciccia
matta co’ pa’”,
“costatelle
e sporbatura”
“fegatelli
cu’ velu”,
pane e vino
a volontà.
La serata
sarà
allietata da
l’organittu
e
sardarellu. |
Introdurrà
Roberto
Ferretti,
Presidente
del Wigwam
Club “Agritur-Aso”.
Le varie
fasi della
salata
saranno
illustrate
dal
Dr. Luigino
Marilungo,
Veterinario.
Non si
richiede un
pagamento
per la cena
se non
un’offerta
spontanea
per
l’Associazione
Wigwam
Agritur-Aso,
organizzatrice
dell’evento.
Una
nota del
Presidente
Roberto
Ferretti:
Scrive
la
Rongoni
nel suo
libro “Una
vecchia
madia nel
mio cuore”:
“Il giorno
in cui
lu mazzatò
sgozzava il
maiale, la
vergara
raccoglieva
dentro una
grossa tejja
scura, di
terracotta,
il sangue
che sgorgava
dalla gola
dell’animale
accoltellato..
Poiché
vicino alla
tavola già
bolliva
l’acqua
nella larga
stagnata
posta sul
treppiede,
in tutta
fretta
immergeva il
sangue, un
po’
coagulato,
nell’acqua
bollente e,
appena
questo
veniva a
galla, con
un lungo
coltello lo
divideva a
quadratini
che,
successivamente,
aveva cura
di tirar
fuori
servendosi
della
cucchiaretta
bucherellata,
che
permetteva
all’acqua di
cottura di
defluire.
Successivamente
lo sistemava
sulla
capancia di
legno e poi,
da qui, nei
piatti piani
bianchi sul
cui fondo
erano state
poste due
foglie di
cavolo.
Insieme ai
quadratini
di sangue,
su un lato
del piatto,
sistemava un
po’ di carne
e di grasso
della riccia
necessari
alla cottura
del sangue
stesso.
I bambini
provvedevano
a
distribuire
ai vicini di
casa ed ai
parenti le
porzioni,
poi
tornavano a
casa con il
piatto vuoto
coperto di
sale grosso.
I grandi
provvedevano
ad offrire
al padrone
il cervello
e l’animelle
del maiale,
insieme alle
uova fresche
necessarie
per la
friggitura
dello
stesso.”
Il ricordo
della
maestra
Rongoni ci
riporta ad
un epoca in
cui il
“sacrificio”
del maiale
era avvolto
da un alone
di
sacralità;
attivava
riti e
rituali per
lo più
improntati
alla
solidarietà
e alla
socialità
(il dono del
sangue
lessato ai
parenti e ai
vicini di
casa in
cambio di
sale
grosso),
simboleggiava
la garanzia
di
nutrimento
per il
futuro.
Probabilmente
quell’epoca
è
definitivamente
tramontata.
Rievocare
questo rito,
però, non è
solo una
ulteriore
occasione
mangereccia
– anche
quella - ma
soprattutto
un modo per
non far
tramontare
quei valori
di
solidarietà
e di
socialità
che i
“vecchi” ci
hanno
tramandato.
Info e
prenotazioni
(anche per
pernottamenti
in
agriturismo
in loco):
Wigwam
Club Turismo
& Ambiente
“Agritur-Aso”
Ortezzano
(AP)
Cell. +39
3498382510 |